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Presentazione
Detto così alla buona, tutti i viventi sentono la necessità di raccontarsi le storie che, anche indirettamente, li riguardano e di riportare, cambiandole, le storie che hanno sentito raccontare, in un infinito narrativo che ha in Shahrazàd la sua figura simbolica.

Perchè una figura simbolica femminile, quando la maggior parte dei narratori è dell'altro sesso? Sempre per dirla alla buona, in questi meandri siamo guidati solo dall'istinto... e poi perché nutrici e streghe, nonne e mamme, fate e spose ci hanno melodicamente raccontato le storie di quell'infinito narrativo, anche attraverso i loro silenzi e hanno saputo infondere la vita nelle loro storie.

C'è dunque una matrice femminile del racconto, che si rende visibile ponendo quasi sempre una donna, forte e determinata come Shahrazàd, all'origine del potere incantatore di ogni storia e dell'accompagnamento operato di storia in storia.

E, come Shahrazàd, attraverso la forza e la necessità della narrazione, opponiamo alla morte il gioco della trama infinita che intreccia le storie vere e le storie inventate, senza permettere che il realismo delle nostre azioni prevalga sui canoni arcaici del fantastico.

Una bella partita a scacchi quella tra il narratore e la morte! Perché con Walter Benjamin ormai sappiamo che il narratore è l'uomo che potrebbe lasciar consumare fino in fondo il lucignolo della propria vita alla fiamma misurata del suo racconto.

E-mail: giusfiori[at]gmail.com

Guarda il cortometraggio a puntate
"Il tamburino e la maestra"
Leggi l'articolo di presentazione
"Una testimonianza impossibile per il 150esimo"
dal sito Education 2.0.
La bella addormentata
nel parco

2010, Avagliano Editore
Phantomas
2010, Manni Editori
Teoria e pratica del giallo
2009, Edizioni Conoscenza
I sogni di re straccione 2006, Laterza

14 Giugno 2011
INTITOLIAMO UNA SCUOLA ALLA "REPUBBLICA ROMANA"
Scritto da Giuseppe Fiori alle 15:05

In nessun comune d'Italia e neanche a Roma esiste una scuola intitolata all’evento centrale del nostro Risorgimento. Ma ora, con le celebrazioni dei 150 anni, è arrivato finalmente il momento giusto.

Una modesta proposta, modesta ma necessaria: in questo 150° anniversario dell’Unità d’Italia intitoliamo una scuola, non importa di che ordine e grado, e non importa dove, alla “Repubblica Romana”, l’evento che contribuì più nel profondo alla piena coscienza dei diritti di un popolo che si af...


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